RAVENNA: False certificazioni per stranieri nei Cpr, indagati medici | VIDEO
Dalle prime ore della mattina, la Polizia di Stato, con il Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Ravenna, è impegnata in articolata attività di polizia giudiziaria finalizzata all’esecuzione di plurimi decreti di perquisizione locale, personale ed informatica emessi dalla locale Procura della Repubblica di Ravenna nell’ambito di un procedimento concernente la presunta formazione e il rilascio di certificazioni mediche false, destinate a impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari presso i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Destinatari dei decreti di perquisizione sono, ad eccezione di un solo caso, medici non iscritti nel registro delle persone nei cui confronti si svolgono le indagini preliminari. L’attività giudiziaria interesserà oltre venti professionisti e sarà eseguite nelle città di Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese, con il concorso delle Squadre Mobili territorialmente competenti.
L'indagine si inserisce nel contesto dell'inchiesta che mesi addietro aveva portato ad analoghe perquisizioni, su delega della Pm Angela Scorza, a carico di otto medici all'epoca tutti in servizio al reparto delle Malattie Infettive dell'ospedale di Ravenna, indagati per falso e interruzione di pubblico servizio per 34 certificati considerati falsi. Per tre di loro era scattata, su ordinanza della Gip Federica Lipovscek, l'interdizione dalla professione per 10 mesi. Per gli altri il divieto di occuparsi di certificati per i Cpr.
LE REAZIONI
"Quanto sta emergendo è molto grave. Se riconosciuti colpevoli, radiazione dall'albo dei medici e pagamento dei danni, di tasca propria, per le mancate espulsioni di tutti i clandestini che avrebbero protetto. Altro che giuramento di Ippocrate, se fosse confermata l'accusa questi avrebbero 'giurato' in un centro sociale". Lo scrive su X il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini sulla vicenda dei falsi certificati medici per i migranti.
"Le nuove perquisizioni disposte dalla Procura di Ravenna, che coinvolgono oltre venti medici in diverse città italiane, confermano quanto sia necessario fare piena luce su una vicenda che presenta contorni sempre più inquietanti. L'ipotesi investigativa di certificazioni mediche utilizzate per impedire il trattenimento nei CPR di cittadini stranieri irregolari, qualora trovasse conferma, sarebbe di assoluta gravità: non si tratterebbe più di singoli episodi, ma della possibile esistenza di una rete capace, a livello nazionale, di incidere concretamente sull'applicazione delle decisioni dello Stato. Attendiamo con fiducia l'esito delle indagini e il lavoro della magistratura perché è indispensabile accertare ogni responsabilità e capire se, dietro i casi già emersi a Ravenna, vi sia un fenomeno più ampio e organizzato volto a incrementare flussi migratori illegali sul nostro territorio nazionale". Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.
(in foto archivio uno sbarco di migranti a Ravenna)